• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Abatini Marcella

Nasce a Roma il 25 marzo 1920. Insegnante elementare. Repubblicana. Staffetta del Cln perugino. Figlia dell’avvocato repubblicano Alfredo Abatini, perseguitato politico, cresce in un contesto familiare avverso al regime, nutrendo così da subito forti sentimenti antifascisti. Insieme alla sorella Lia, si attiva nel contesto resistenziale cittadino creando una rete di protezione e sostegno al padre. La già nota scelta antifascista di quest’ultimo, dopo la firma dell’Armistizio, obbliga tutta la famiglia a nascondersi in un convento di frati Cappuccini fuori Perugia: sono Piero Buraglini e sua moglie a prestargli aiuto trovando loro rifugio. Costretti alla clandestinità, si spostano a Migliano (Perugia), ospiti di Caterina Abatini, sorella di Alfredo. Dapprima ritenuta una fidata informatrice, in seguito, diventa staffetta ufficiale del Comitato provinciale di liberazione nazionale (Cpln). I suoi compiti si svolgono prevalentemente tra Perugia e Migliano, ed è qui che dà rifugio, nasconde ed assiste due soldati alleati sopravvissuti ad uno scontro aereo. Nell’immediato dopoguerra, su segnalazione del Cln locale, il comando alleato le propone la nomina di patriota che, tuttavia, rifiuta. Non interrompe però il suo impegno politico: aderisce all’Unione donne italiane (Udi) e, per alcuni mesi, al Partito repubblicano italiano (Pri), organizzandone i gruppi femminili e facendo propaganda tra le donne. Ama conversare di politica, discutere, aggiornarsi e seguire il padre nella sua infaticabile propaganda elettorale: candidato repubblicano all’Assemblea Costituente, lo affianca spesso nei suoi numerosi comizi umbri. In queste occasioni, ha modo di vivere una breve esperienza come rappresentante femminile provinciale del Pri, ma lascia presto la politica per cui non si sente portata. Nel 1947, dopo il matrimonio con Biscossa Pietro si trasferisce a Casteggio (Padova) e, nel 1959, a Valdagno (Vicenza). La sua permanenza a Valdagno dura solo un anno, si trasferisce quindi a Salerno, ed ancora a Padova nel 1966, dove muore il 16 agosto 2013.


Giulia Cioci


Fonti e bibl.: Abatini Biscossa Marcella, Lo scialle arancione, estremi cronologici 1920-1951, Autobiografia, tempo della scrittura 1980-1984, pp. 270. (Presso l’Archivio Diaristico Nazionale Pieve Santo Stefano); Unione Donne Italiane (a cura di), Statuto dell’Unione Donne Italiane, in supplemento al «Corriere di Perugia», 14 febbraio 1945; U.D.I. La giornata della Donna, «Corriere di Perugia», 17 febbraio 1945; Asisuc, Fondi Minori Archivio Storico ISUC, Fondo Antifascismo in Umbria, b.1, fasc. 5, «Donne antifasciste. Elenco di Riccardo Tenerini, 1975».




  • Abatini Alfredo Nasce a Perugia il 3 maggio 1892. Avvocato. Repubblicano. E' tra i fondatori a Perugia di «Italia Libera» e presidente del locale Cpln. Muore a Perugia il 28 agosto 1959. LEGGI DI PIU' »
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