• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Comparozzi Vincenzo

Nasce a Perugia il 9 agosto 1924. Studente. Antifascista. Proviene da una famiglia profondamente antifascista, il padre Emidio è un dirigente comunista durante il fascismo e la Resistenza, lo zio Quinto viene confinato per «sentimenti contrari al regime», la zia Elisa è schedata come sovversiva. Sin da giovanissimo si impegna nella lotta antifascista: entra nell'Associazione giovanile clandestina allo scopo di coinvolgere nella militanza i suoi coetanei. L'attivismo politico è all'origine del fermo. Il 23 maggio 1943 viene arrestato per «attività antinazionale». È rilasciato il 27 luglio. All'indomani dell'armistizio, prende la strada della montagna e si unisce alla formazione partigiana “Monte Malbe”. Il 31 dicembre 1943 entra nella brigata “F. Innamorati”, dove combatte nelle campagne di Deruta (Pg) insieme a Primo Ciabatti. Nel marzo del 1944, a seguito dei rastrellamenti messi in atto dai tedeschi che portano allo scioglimento della brigata, guida un gruppo di partigiani nei monti intorno ad Assisi. Il 13 aprile 1944 è denunciato al Tribunale militare per retinenza alla leva poiché non risponde alla chiamata alle armi della Repubblica sociale italiana (Rsi). Irreperibile sin dall'arrivo delle truppe tedesche a Perugia, viene inserito nell’elenco delle persone da arrestarsi in determinate circostanze in quanto considerato elemento pericoloso. Con la nuova formazione combatte sino alla liberazione di Perugia, il 20 giugno 1944. Se in Umbria i nazifascisti sono stati sconfitti non è lo stesso per il resto d'Italia, con patriottismo decide di continuare la guerra di Liberazione nel Nord Italia: il 2 novembre si arruola come volontario nel reggimento “Cremona”. Il 21 gennaio 1945 cade in combattimento per mano di una granata tedesca nelle zone limitrofe alle Valli di Comacchio (Fe, Ra). Decorato con la medaglia d'oro al valor militare, il “Corriere di Perugia” annunciandone la perdita scrive: “Enzo Comparozzi era un vero antifascista e la sua vita fu tutta dedicata al suo ideale”.


Yuri Capoccia


Fonti e bibl.: Acs, Cpc, b. 1432, ad nomen; Asp, Questura, Schedati, b. 15bis, fasc. 46; Corriere di PerugiaOrgano del Comitato Provinciale di Liberazione Nazionale, ristampa anastatica, I edizione, Perugia, Editrice umbra cooperativa, 1980, Anno 2, n.9; F. Innamorati, I volontari umbri nel Gruppo di combattimento Cremona, in  (a cura di) R. Covino, L'Umbria verso la ricostruzione, atti del convegno “dal confino alla libertà” (Perugia 28-29 marzo 1996), Editoriale Umbra, Foligno, 1999, pp. 120-124.




  • Rasimelli Ilvano Nasce a Perugia il 28 luglio 1924. Ingegnere. Comunista. Arrestato dopo l'armistizio, partecipa alla Resistenza con la brigata "Francesco Innamorati", per poi arruolarsi come volantario nel gruppo di combattimento "Cremona". Muore a Perugia il 27 luglio 2015. LEGGI DI PIU' »
  • Comparozzi Quinto Nasce il 29 maggio 1902 ad Assisi (Pg). Orefice. Antifascista. Costantemente tenuto sotto sorveglianza, viene prima confinato poi arrestato. Muore ad Assisi il 21 agosto 1987. LEGGI DI PIU' »
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