• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Fratini Decio Egisto

Nasce a Castiglione del Lago (Pg) il 5 aprile 1905. Dirigente industriale. Antifascista.
Trasferitosi a Merano (Bz), vi si sposa il 27 luglio 1935. Lavora alla CEDA, principale industria chimica di Bolzano, produttrice di carburanti e derivati autarchici, arrivando a livelli dirigenziale. Vista l'importanza dello stabilimento, dopo l'Otto settembre la fabbrica passa sotto il diretto controllo della Wehrmacht.
Aderisce subito al Comitato di liberazione (Cln) di Bolzano, nato grazie all'impegno dell'ing. Manlio Longon “Angelo”, anch'egli dirigente industriale. Il comitato bolzanino, visto l'importante apparato industriale in città e periferia, oltre al contatto con le formazioni partigiane si preoccupa della creazione di cellule in ciascuna fabbrica. Fratini guida quella della CEDA.
Longon viene catturato il 12 dicembre 1944; nei giorni successivi è ripetutamente torturato e infine strangolato simulando un suicidio. Fratini viene arrestato il 19 dicembre e come lui cadono gli altri capi-cellula nelle fabbriche. Tutti sono condotti nel campo di transito di Gries, alla periferia della città e, il 1 febbraio 1945, destinati a Mauthausen con l'ultimo convoglio partito da Bolzano (a causa dei bombardamenti alleati, la linea ferroviaria del Brennero non sarà più percorribile da quel momento in poi).
Fratini, sempre insieme ai suoi compagni, è destinato al sottocampo di Gusen ed impiegato nello scavo di gallerie sotterranee dove fare proseguire la produzione industriale.
Muore a Gusen il 24 (27) aprile 1945, dieci giorni prima della liberazione del lager.


Tommaso Rossi
Con la collaborazione dell'Anpi di Castiglione del Lago, da una ricerca di Gianni Olivo


Fonti bibl.: "LungoLago", XI (2012), 2.



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