• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Lucio Passini

Nasce a Perugia l'11 febbraio 1927. Commesso di bar. Antifascista. Cresciuto in una povera famiglia operaia perugina, inizia giovanissimo a lavorare come commesso al caffè “Turreno”, in pieno centro cittadino, storico ritrovo antifascista. Dopo l'Otto settembre prende parte attiva all'organizzazione della Resistenza, impegnandosi nella diffusione di manifestini e nella raccolta di armi. Il 13 ottobre 1943 cade nella retata effettuata dai fascisti perugini, fra i quali il suo coetaneo Ferdinando Fanelli, al “Turreno”. Era stato proprio costui a trarlo in trappola, avendolo qualche giorno prima adescato con la scusa della consegna di un fucile.
Trasferito nei locali della questura adibiti agli interrogatori, viene ripetutamente torturato insieme agli altri, ma proprio su di lui, per via della giovane età, c'è particolare accanimento. Trasferito in carcere e sottoposto a una rigida detenzione, viene successivamente portato in ospedale a seguito dell'aggravarsi delle condizioni fisiche per via delle torture. Muore al policlinico di Perugia nelle prime ore del 5 febbraio 1944.
Riconosciuto partigiano della brigata “Francesco Innamorati” dal 28 settembre 1943 al 5 febbraio 1944.


Tommaso Rossi


Fonti e bibl.: Aspg, Corte d'Appello di Perugia, Processi penali, b. 28, fasc. 475; Lucio Passini, in “Corriere di Perugia”, 22 luglio 1944.




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