• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Pennacchi Loreta

Nasce a Ferentillo (Tr) il 15 marzo 1905, moglie di Federico Bartoli, vive con la famiglia in un casolare in località Salto del Cieco (Polino, Tr). La sua casa, per tutto il tempo della lotta partigiana in Valnerina, è luogo di incontro e di ospitalità per tanti partigiani e fuggiaschi che vi trovano cura e assistenza. “Mamma Loreta”, come tutti la chiamavano affettuosamente, è sempre pronta a offrire la sua opera di “maternage”: lavorare fino all'alba per panificare in una sola notte un quintale di farina da consegnare ai partigiani, offrire una minestra calda a chi è di passaggio, curare e ospitare ammalati. Muore a Ferentillo il 18 ottobre 1973.

Carla Arconte


Fonti e bibl.: “Resistenza insieme”, III, 2; Anna Bravo e Anna Maria Bruzzone, In guerra senza armi. Storie di donne, 1940-1945, Laterza, Roma-Bari, 1995; Giuseppe Gubitosi, Il diario di Alfredo Filipponi comandante partigiano, Editoriale Umbra, Perugia 1991; Ubaldo Santi, La resistenza a Spoleto e in Valnerina (1943-1944). Cronologia-Dizionario-Personaggi-Luoghi, Spoleto 2004.



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