• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Renzini Augusto

Nasce a Nocera Umbra (Pg), il 22 aprile 1898. Contadino poi Carabiniere. Antifascista.
Cresciuto in una famiglia contadina, al ritorno dalla Prima guerra mondiale decide di arruolarsi nell'Arma dei Carabinieri, prestando servizio a Roma dal 1920 al 1923. Congedatosi, rientra nella città natale e torna a lavorare come contadino. Nel 1942 viene richiamato in servizio fra i Carabinieri e destinato di nuovo a Roma.
Dopo l'Otto settembre si rende irreperibile, prendendo poi contatti con il fronte clandestino dell'Arma guidato dal generale Filippo Caruso, che gli affida una squadra. Catturato durante un'azione, viene detenuto in carcere con gravi accuse e frequentemente torturato. Finisce nella lista compilata da Herbert Kappler, comandante delle forze di polizia tedesche a Roma, nella notte del 23 marzo 1944, a seguito dell'attentato partigiano subito da sue truppe in via Rasella. Renzini viene fucilato, insieme ad altre 334 persone, la mattina successiva alle Fosse Ardeatine.
Il 7 dicembre 1951 viene decorato con medaglia d'oro al Valore militare alla memoria, con la seguente motivazione: «Appartenente al fronte della Resistenza si prodigava senza sosta nella dura lotta clandestina all'oppressore tedesco, trasfondendo nei suoi compagni di lotta il suo elevato amor di Patria ed il suo coraggio. Incurante dei rischi cui si esponeva, portava a compimento valorosamente l'azione di guerra affidatagli. Arrestato dalla polizia nazi-fascista sopportava stoicamente durante la detenzione le barbare torture inflittegli ed affrontava serenamente la fucilazione, pago di aver compiuto il suo dovere verso la Patria oppressa, con l'olocausto della vita. Roma ottobre 1943 – 24 marzo 1944».


Tommaso Rossi


Fonti e bibl.: http://www.anpi.it/donne-e-uomini/623/augusto-renzini; http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=13328.




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