• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Tenerini Eglo

Nasce a Perugia l'11 gennaio 1919. Comunista. Cugino di Riccardo Tenerini, uno dei principali organizzatori della Resistenza a Perugia, partecipa all'organizzazione della lotta di liberazione unendosi ai primi gruppi partigiani messi in piedi dalla locale federazione clandestina del Pci. Dopo alcune vicissitudini, ad inizio 1944 viene costituita la brigata “Francesco Innamorati”, dislocata sull'area collinare fra Deruta, Bettona, Cannara e Gualdo Cattaneo, dove condivide la zona operativa con la brigata “Leoni”, formata per lo più da uomini e ragazzi del posto. Dopo avervi preso parte fra gli effettivi, Tenerini riesce, come gran parte della formazione, a salvarsi nel grande rastrellamento tedesco che colpisce la zona il 6 marzo 1944. Rientrato a Perugia, il 5 aprile 1944 viene arrestato nella centralissima corso Vannucci, mentre sta accompagnando la moglie Elsa Gamberini. Insieme a Vittorio Bindocci, gestore di una sala da biliardo in via Danzetta, a pochi passi dal luogo dell'arresto di Tenerini, viene portato in prefettura, per essere condotto al cospetto del capo della provincia, Armando Rocchi, per un primo violento interrogatorio. Appena prima di entrare nell'ufficio tentano entrambi la fuga, gettandosi per le scale. Nonostante Tenerini sia più giovane e agile di Bindocci, viene anch'egli raggiunto dai colpi di pistola del fascista Giuseppe Vitalesta, che lo feriscono gravemente all'addome. Portato in ospedale ed operato, è costantemente piantonato da militi della Guardia nazionale repubblicana (Gnr), che impediscono persino alla moglie e ai genitori di avvicinarsi. Muore nelle prime ore del 5 maggio 1944, per un'occlusione intestinale sopravvenuta a seguito di un'infezione. Bindocci sopravvive al ferimento, ma porta per il resto della vita menomazioni permanenti.
Riconosciuto partigiano della brigata “Francesco Innamorati” dal 23 settembre 1943 all'11 marzo 1944.


Tommaso Rossi


Fonti e bibl.: Aspg, Corte d'Appello di Perugia (ultimo versamento), Fascicoli processi penali, b. 53a, f. 832; R. Tenerini, Diario partigiano, in S. Bovini (a cura di), L'Umbria nella Resistenza, vol. 2, Editori Riuniti, Roma 1972, pp. 125-141 (in particolare pp. 139-140).





  • Tenerini Riccardo Nasce a Castiglione della Valle (Marsciano, Pg) l'8 marzo 1920. Insegnante. Comunista. Fu una delle figure principali dell'antifascismo e della Resistenza in Umbria. Muore a Perugia il 5 marzo 1985. LEGGI DI PIU' »
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